Driver

Driver
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Driver

Genere: Poliziesco, Azione
Anno: 1977
Regia: Walter Hill
Attori:
Ryan O’Neal
Bruce Dern
Isabelle Adjani
Ronee Blakley
Sandy Brown Wyeth
Frank Bruno
Richard Carey
Matt Clark
Fidel Corona
Nick Dimitri
Victor Gilmour
Tara King
Denny Macko
Felice Orlandi
Rudy Ramos
William Walker
Joseph Walsh
Paese: USA
Durata: 92 min
Distribuzione: TITANUS (1978) – DOMOVIDEO
Sceneggiatura: Walter Hill
Fotografia: Philip H. Lathrop
Montaggio: Robert K. Lambert, Tina Hirsch
Musiche: Michael Small
Produzione: EMI FOX

Trama

Driver è un film del 1977. Il protagonista (interpretato da Ryan O’Neal) è un autista molto esperto, solitario, che lavora per la malavita organizzata. Un poliziotto (interpretato da Bruce Dern), per la precisione un ispettore, si impegna – ricattando altri malviventi – per assicurarlo alla giustizia. Si viene a creare una vera e propria sfida tra l’autista e l’ispettore.

Recensione di Francesco Ippolito

Driver è un film d’azione che non appartiene al suo genere, almeno non completamente.
Numerosi sono, infatti, i richiami al western, sia dal punto di vista della sceneggiatura che da quello più strettamente figurativo, quello legato ai “segni” di un genere; un “western metropolitano” dunque, in cui i cavalli sono stati sostituiti dalle auto, gli ampi spazi dei canyon e delle praterie con le strade della metropoli, il saloon con il locale notturno.
La sceneggiatura è molto esplicita a tal riguardo, a cominciare dalla caratterizzazione dei personaggi; sono eroi “de-generi”, che non possono essere totalmente ascritti alle leggi del film cui appartengono e che potrebbero, con le debite differenze, essere “esportati” in un film western.
Sono personaggi stereotipati, senza nome, che vengono individuati in base alla loro funzione in relazione allo svolgersi della storia: il poliziotto, il criminale, la ragazza, ecc…; involucri vuoti, svuotati dall’interno ma comunque non privi di una precisa complessità psicologica, tratteggiata con mano sicura anche se non seriamente approfondita.
Il protagonista, il guidatore (“The Driver”), è l’eroe solitario dei film western, un uomo con una sua propria moralità (“Te l’ho detto, non mi vanno le armi” – Sequenza n°12 – ) e senza legami fissi, che non dipende da nessuno e che non riesce mai ad essere preso dalla polizia (come dice lo stesso poliziotto nella sequenza numero 8: “Acciufferò il cow-boy che non è mai stato acciuffato.”); inoltre, come se la caratterizzazione in questo senso non fosse già abbastanza consistente, ascolta musica country.
Il poliziotto e i suoi due collaboratori sostituiscono rispettivamente lo sceriffo e i suoi immancabili aiutanti. Il contrasto tra i due diventa personale, “un gioco senza scampo” che viene praticato solo ed unicamente per il fascino della competizione e non, come si potrebbe credere in un primo momento, per la ricompensa.
I criminali hanno pressoché le stesse caratteristiche del genere cui il film fa costante riferimento: giocano “sporco”, minacciando con la pistola chi si crede disarmato (Sequenza numero 23) e addirittura uccidendo donne (Sequenza numero 31).
Dal punto di vista dei “segni” si può prestare attenzione alla presenza di oggetti iconici tipici del genere western: le pistole, il treno, la banca, la stazione, il poker, i soldi.
Ma riguardando Driver non si può non pensare ad un altro genere: il noir.
Poco sopra si è accennato alla psicologia dei personaggi, ma ora fermiamoci un istante a ragionare sulle modalità della loro caratterizzazione.
Tutti i personaggi parlano poco e “guardano” molto. Bisogna senz’altro tenere conto di questo elemento: la visione abbinata al silenzio; le parole stesse, in un contesto come questo, assumono una maggiore importanza ed efficacia, quasi fossero una concessione dei personaggi stessi. Per notare l’incredibile incisività di alcuni passaggi basterà andare a rivedere i dialoghi tra il cow-boy e la ragazza: poche parole, molti sguardi.
A supportare quanto appena affermato provvede la psicologia del personaggio del poliziotto che è di gran lunga quello che parla più di tutti; dalle sue stesse parole, infatti, apprendiamo il modo di vivere del cow-boy: “[…] niente amici, niente lavoro fisso, niente ragazze. Vivi con pochi soldi, non fai domande. Bravo, hai ridotto tutto all’essenziale, tanto all’essenziale che non t’interessa nient’altro. E’ una storia molto triste.“.
Questa frase ci fa pensare alla personalità del protagonista e alla complessità delle sue scelte, viene quasi istintivo domandarsi il perché di un modo di vivere come il suo, meditativo, quasi ascetico.
Cosa lo ha spinto a rifiutare il mondo?
A questa, e ad altre domande analoghe, la pellicola di Walter Hill non da risposta, lasciandoci liberi di improvvisarle.
Osservando l’innegabile tristezza dello sguardo del protagonista e quella sorta di freddezza pervasa da una cupa rassegnazione che prorompe dallo stesso ogni qual volta deve rapportarsi con il mondo, non si può non pensare al noir e al dramma: “Driver” è anche la rappresentazione di un dramma, quello dell’esistenza, quello della solitudine cui sono soggetti, inevitabilmente, tutti quelli che si allontanano dalla società, non accettandone le regole e vivendo, consapevolmente e volontariamente, al di fuori di essa.

Decoupage del film

Sequenza 1

Sottosequenza 1/A
Di notte. Il “cow boy” ruba una macchina in un posteggio sotterraneo. Colonna sonora elementare, che crea tensione da subito.
TITOLI DI TESTA:
Sottosequenza 1/B
Montaggio alternato con l’illustrazione di partite in un casinò, l’inquadratura indugia su Isabelle Adjani e sposta l’attenzione su un tavolo in particolare, attorno al quale si sta giocando una partita a poker.
Non c’è più colonna sonora.
TITOLI DI TESTA: Musica scritta e diretta da MICHAEL SMALL; Montaggio TINA HIRSCH / ROBERT K. LAMBERT;
Sottosequenza 1/C Il “cow boy” posteggia (spegne i fari e il motore) e aspetta, accende un registratore portatile: musica diegetica “on screen” che si va a sostituire alla colonna sonora.
TITOLI DI TESTA: Scenografia HARRY HORNER; Direttore della fotografia PHILIP LATHROP;
Sottosequenza 1/D
Nel Casinò, continua la partita a poker.
Non c’è colonna sonora.
TITOLI DI TESTA: Produttore associato FRANK MARSHALL;
Sottosequenza 1/E
Il “cow boy” continua ad aspettare.
TITOLI DI TESTA:
Prodotto da LAWRENCE GORDON;
Sottosequenza 1/F
Nel casinò, la ragazza si alza dal tavolo da poker e va a cambiare le fisches.
TITOLI DI TESTA: Scritto e diretto da WALTER HILL;
Sottosequenza 1/G
Il “cow boy” continua ad aspettare, gli passa accanto una macchina della polizia.
Sottosequenza 1/H
La ragazza si dirige verso l’uscita del Casinò.
Sottosequenza 1/I
Il “cow boy” mette in moto l’auto e parte.
Sottosequenza 1/L
La ragazza continua a camminare verso l’uscita del Casinò.
Sottosequenza 1/M
Il “cow boy” sfonda uno steccato di legno, si ferma e apre la portiera posteriore dell’auto.
Sottosequenza 1/N
Due rapinatori corrono verso l’uscita del Casinò.
Sottosequenza 1/O
La ragazza è ormai fuori. Montaggio alternato: lei e il cow boy si guardano negli occhi per un breve istante, poi lui si volta. I due rapinatori arrivano, salgono sull’auto che parte con una sgommata. L’ultima inquadratura è dedicata alla ragazza, ripresa in mezzobusto.

Sequenza 2

Il primo poliziotto (Bruce Dern) sta giocando, da solo, a biliardo. Arriva il suo collega (che chiamerò, per comodità, “secondo poliziotto”) che lo avverte della rapina al Casinò; i due escono e raggiungono un “terzo poliziotto”, su un vecchio furgone.

Sequenza 3

Inseguimento: il cow boy semina numerose auto della polizia.

Sequenza 4

I tre poliziotti ascoltano, alla radio, l’esito dell’inseguimento, poi vanno al casinò.

Sequenza 5

Da uno sfasciacarrozze. Il cow boy carica la macchina su una gru, poi la lascia precipitare in mezzo ad altre macchine. Prima ripulisce dalle impronte digitali l’oggetto che aveva usato per scassinare la serratura dell’auto e lo butta all’interno della stessa, come firma. Infine viene pagato dai rapinatori (23.000 dollari).

Sequenza 6

Presumibilmente il giorno dopo, di mattina.
L’auto viene ritrovata dai tre poliziotti e, all’interno di essa, l’oggetto abbandonato dal cow boy; i poliziotti si rendono conto che si tratta di lui.

Sequenza 7

Di notte, forse la sera dopo la rapina.
Per strada, contro a un muro qualsiasi, c’è il cow boy. Di quattro testimoni oculari tre non lo riconoscono con certezza, il quarto (la ragazza del casinò), dice che sicuramente non si tratta di lui.

Sequenza 8

Forse poco dopo, nello stesso bar della sequenza numero due. Il primo poliziotto parla con il cow boy, cerca di inchiodare il malvivente, primo dialogo tra i due, si delineano i ruoli e i rapporti dei due personaggi.

Sequenza 9

Di notte, forse la notte stessa.
Davanti al “GUERDA MARKET” arriva un’auto, ne escono tre persone: il primo rapinatore (con gli occhiali), il secondo rapinatore (con i capelli neri) e il loro autista (con i capelli biondi). Rapinano il supermercato e scappano.

Sequenza 10

Per strada, forse il giorno dopo.
Il furgone della polizia si ferma in un vicolo: hanno catturato il primo rapitore. Lo portano all’interno del solito bar e lì, il primo poliziotto, gli fa una proposta: fare un’altra rapina, alla banca, ma con un altro autista (il cow boy).
Poco dopo i tre poliziotti escono dal bar e commentano il progetto, poi salgono sul furgone e partono.

Sequenza 11

Di notte, all’hotel dove abita la ragazza.
Il cow boy è andato a pagarla. Salgono nella sua camera, lei parla un po’ di lei. Arriva il primo poliziotto (il cow boy si nasconde sul terrazzo), tenta di estorcerle altre informazioni, ma fallisce. Scopriamo altre informazioni sulla ragazza (ha 22 anni e “per essere ancora una ragazzina ne hai fatti parecchi di giri di pista“), la minaccia esplicitamente (“Dovresti aver paura di me. Io so tutto di te. Non c’è niente, a prima vista. Tranne quella cosetta, tu sai di che parlo, non è vero? Un losco lurido affare che allora venne spazzato sotto il tappeto. Quando la tua memoria sarà migliorata, fatti viva piccola.“).
Il cow boy la paga ed esce.
Anche questo secondo incontro con la ragazza, come nella sequenza numero uno, si conclude con un mezzobusto di lei (questa volta di profilo).

Sequenza 12

In un altro bar, frequentato dal cow boy, di notte, forse la tessa notte.
Lui incontra la sua “manager”, la donna che gli procura i “lavori”; gli propone il colpo alla banca, ma lui rifiuta (“Te l’ho detto, non mi vanno le armi.“).

Sequenza 13

In un posteggio sotterraneo, di notte.
Arrivano i tre rapinatori, s’incontrano con il cow boy. Si scopre che lui e il loro attuale autista avevano lavorato insieme, “due anni fa”. Il cow boy gli da una dimostrazione delle sue capacità come autista, poi escono dal posteggio.
Lui si rifiuta di lavorare con loro (“Non lavoro con gente come te – indicando l’uomo con gli occhiali -, o come lui – indicando l’uomo con i capelli neri -.”).

Sequenza 14

In una camera d’albergo, di notte.
Terzo incontro tra il cow boy e la ragazza, lei vuole dei soldi, lui rifiuta. Lei esce e chiude la porta alle sue spalle.

Sequenza 15

I tre poliziotti sono per strada, di giorno; i primi due stanno bevendo una bibita, intanto discutono sul fatto che si tratta tutto di un gioco.

Sequenza 16

Di notte. Il cow boy torna alla sua stanza d’albergo, ma ad aspettarlo c’è il secondo rapinatore (quello con i capelli neri), vuole persuaderlo ad accettare, ma fallisce.

Sequenza 17

Di notte, nel “bar della polizia”. Il primo rapinatore va dal poliziotto numero uno, gli dice che non riece a convincere il cow boy a lavorare con lui.

Sequenza 18

Di pomeriggio. Il primo poliziotto va dal cow boy, nella sua camera d’albergo, è il loro secondo incontro (questa volta è da solo, non ci sono gli altri due), vuole persuaderlo ad accettare il lavoro, gli porta l’oggetto trovato nella macchina. Approfondiamo, grazie al loro dialogo, lo stile di vita del cow boy (“Proprio così: niente amici, niente lavoro fisso, niente ragazze. Vivi con pochi soldi, non fai domande. Bravo, hai ridotto tutto all’essenziale, tanto all’essenziale che non t’interessa nient’altro. E’ una storia molto triste.“). Il poliziotto ribadisce che si tratta di un gioco, il cow boy accetta la sfida.

Sequenza 19

Di sera. Il cow boy va dai due rapinatori, in un altro bar, gli dice che accetta l’incarico.

Sequenza 20

Di giorno, sul tetto di una casa. Incontro del primo rapinatore con i tre poliziotti: gli dice che il cow boy ha accettato.

Sequenza 21

Di giorno. Rapina alla banca: il primo rapinatore ammazza il suo autista, poi sale in macchina con il cow boy.

Sequenza 22

Di giorno. I tre poliziotti se ne stanno in un posteggio, ad “aspettare che al cow boy riesca il colpo“.

Sequenza 23

Di giorno, poco dopo. Il cow boy e l primo rapinatore vanno in un altro posto, in una fabbrica abbandonata. Il primo rapinatore posa i soldi in un furgone rosso, poi punta la pistola sul cow boy e gli spiega che era una trappola. Vero e proprio duello: il cow boy uccide il suo nemico, poi prende il furgone rosso e scappa.

Sequenza 24

I tre poliziotti stanno ancora aspettando.

Sequenza 25

Il secondo rapinatore (quello con i capelli neri) arriva alla fabbrica abbandonata e trova il suo compagno morto.

Sequenza 26

Alla stazione. Il cow boy lascia la borsa con i soldi in un armadietto, poi prende la chiave di un altro armadietto, vuoto. Subito dopo telefona.

Sequenza 27

Di sera. Il cow boy va in un altro albergo, prende una stanza “per una notte, forse due“, va lì perché aspetta una persona. Accende il registratore e si siede sul bordo del letto, attende.

Sequenza 28

Di notte. I tre poliziotti vanno via dal luogo dell’incontro, discutono.

Sequenza 29

Di notte. La persona che il cow boy aspettava (la sua “manager”) è ora arrivata, i due discutono; lui vuole cambiare i soldi. Si danno appuntamento (stazione ferroviaria, alle nove; al bar, vicino agli armadietti a gettone); lui dovrà “mandare qualcun altro” dato che, come dice la donna stessa, lui ora “scotta più di quei soldi“.

Sequenza 30

Di sera, presumibilmente nello stesso albergo. Il cow boy telefona alla ragazza (“Stanza 3004”).

Sequenza 31

Di sera. La “manager” torna a casa, ma ad aspettarla c’è il secondo rapinatore, quello con i capelli neri, vuole sapere dove trovare il poliziotto; lei cerca qualche scusa, poi cede: “E’ in una stanza d’hotel, il Doran, i soldi sono in un armadietto alla stazione, alle nove li cambierà con soldi puliti. Non so altro. Gliel’ho detto che non mi sarei fatta uccidere per lui.“; il rapinatore le mette un cuscino davanti alla faccia e spara.

Sequenza 32

Di notte. La colonna sonora interviene, contribuisce, discreta, a creare tensione. La ragazza va dal cow boy, lei accetta. E’ il loro quarto incontro, si sottolinea ulteriormente il carattere di “gioco”, di “sfida” della questione (cow boy: “Ormai sono in ballo.”; ragazza: “Sapessi quante volte l’ho detto anch’io, lo dicono tutti i giocatori ormai sono in ballo e gioco.“; e poco dopo: “E’ un gioco senza scampo.“). L’ultima inquadratura della sequenza è, come nei casi precedenti, dedicata ad un primo piano della ragazza.

Sequenza 33

Di sera, alla stazione ferroviaria. La colonna sonora continua dalla sequenza precedente, termina poco dopo l’ingresso della ragazza nell’atrio della stazione. La ragazza arriva al bar (il terzo poliziotto la segue), da la chiave dell’armadietto a un uomo vestito da texano che lascia una valigia – quella con i soldi “puliti” – nell’armadietto vuoto, poi riporta la chiave alla ragazza, lei gliene lascia un’altra – quella della cassetta nella quale ci sono i soldi della rapina -. Il terzo poliziotto osserva e riferisce tutto.

Sequenza 34

Poco dopo l’uomo prende il treno, il primo poliziotto lo segue e sale: passa per i vagoni, cerca la borsa. L’uomo vestito da texano la sostituisce, poi muore poco dopo, in una breve sparatoria con il primo poliziotto.

Sequenza 35

Alla stazione il secondo rapinatore ruba la borsa alla ragazza, dentro c’è la chiave. Lo individuano e comincia un lungo inseguimento che si concluderà tra gli scatoloni di una fabbrica: è una sorta di “duello automobilistico”; i due autisti si studiano (solo allora interverrà la colonna sonora) e mettono a confronto le rispettive abilità di guida. C’è una sorta di duello, analogo a quello dell’inseguimento iniziale, che ricorda la “corsa del coniglio” in “Gioventù bruciata” di Nicholas Ray.
Il cow boy dice: “Hai perso“, e lo ammazza.
L’altro autista, quello con i capelli neri, gli porta la borsetta nera e poi viene lasciato andare.
Anche questa sequenza si conclude con una inquadratura dedicata alla ragazza (l’ennesimo mezzobusto): è il loro quinto incontro.

Sequenza 36

Di notte, poco dopo. Il cow boy e la ragazza scendono da un autobus, sono davanti alla stazione. Breve dialogo tra i due, poi lui entra nell’atrio e si dirige verso gli armadietti. Prende la valigia, ma è vuota. I poliziotti sono apparsi come dal nulla, senza fare nessun rumore (come aveva fatto lui poco prima nel deposito). La ragazza entra e osserva. Sono stati fregati tutti e due, dall’uomo del cambio.

Trailer

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https://cinemaniaci.altervista.org/category/film/recensioni/

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