L’orgoglio degli Amberson

L'orgoglio degli Amberson
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L'orgoglio degli Amberson

Genere: Drammatico
Anno: 1942
Regia: Orson Welles
Attori:
Joseph Cotten
Dolores Costello
Anne Baxter
Tim Holt
Agnes Moorehead
Ray Collins
Erskine Sanford
Richard Bennett
Don Dillaway
Gus Schilling
Paese: USA
Durata: 88 min
Formato: 35 MM
Distribuzione: RKO – PANTMEDIA
Sceneggiatura: Orson Welles, Jack Moss, Joseph Cotten
Fotografia: Stanley Cortez, Nicholas Musuraca, Russell Metty, Orson Welles, Russell A. Cully, Jack MacKenzie, Harry J. Wild
Montaggio: Robert Wise, Mark Robson, Jack Moss
Musiche: Roy Webb, Bernard Herrmann
Produzione: MERCURY PRODUCTIONS, RKO RADIO PICTURES

Trama

L’orgoglio degli Amberson narra la storia della vedova Amberson, svoltasi tra il 1893 e il 1912, che vorrebbe risposarsi con un vecchio innamorato; tuttavia ci sono alcuni insormontabili e dolorosi ostacoli che impediscono la realizzazione delle seconde nozze: il figlio, orgoglioso ed egoista, lo impedisce, facendola morire di dolore.
Solo allora, dopo il trapasso, quando ormai è troppo tardi per rimediare, il giovane comprende il proprio errore.
Una saga familiare di grandi ambizioni ed è la seconda regia firmata da Welles, un capolavoro di cui è difficile parlare senza usare superlativi, anche se è stato disconosciuto dallo stesso autore (che qui si ritaglia la parte del narratore) a causa dei tagli brutali (più di quaranta minuti) apportati dai produttori.
Il film è tratto dal romanzo The Magnificent Ambersons (edito nel 1918) di Booth Tarkington, premio Pulitzer.

Recensione di Francesco Ippolito

Il tema del tempo è uno dei – anzi, uno dei possibili – metodi di approccio alla narrazione adottati da Welles: si esplicita tramite il massiccio ricorso al pianosequenza, per la verità notevolmente ridimensionato in questa pellicola – 200 contro i 562 di Citizen Kane.
Quel che è certo è la riconoscibilità del genio tecnico/estetico/narrativo del giovane regista, qui appena ventiseienne, che ben si realizza nell’elegante e bilanciata composizione del quadro; possiamo dire, senza timore di esagerare, che ogni singolo fotogramma sia una splendida fotografia.
La narrazione del denaro, della sua potenza e della conseguente corruttibilità dell’estro artistico espressivo, che su tutto domina, trova concreto riconoscimento negli scellerati tagli che i produttori apportarono contro la volontà del celebre regista (la durata della pellicola, dopo la macellazione, passò da centotrentuno minuti ad appena ottantotto…). L’episodio costituisce una dolorosa e inevitabile rievocazione di come l’arte cinematografica, probabilmente più delle altre, dipenda dal denaro, di come la sua massima esplicazione concettuale sia direttamente proporzionale alla massiccia presenza di quest’ultimo.
L’argomento principale dell’opera, come in Quarto potere, è la perdita della purezza, dell’infanzia, sacrificata all’età adulta e all’appiattimento della profondità rurale che si concretizza nella tecnologia, nella modernità dell’automobile e della velocità superficiale che ne consegue.
Nonostante il budget limitato (Welles non ebbe a disposizione gli ingenti capitali della sua pellicola precedente, Citizen Kane) restano straordinari e indimenticabili i piani sequenza, i grandangoli più che mai funzionali alla narrazione, la profondità di campo mai scontata, anche grazie alla preziosa collaborazione del direttore della fotografia Stanley Cortez. Contatto visivo puro e avvolgente, che non resta in superficie e racconta, oltre la capacità delle parole, ciò che si cela tra gli spazi bianchi della narrazione.

Premi e riconoscimenti

Oscar – 1943
Candidato come miglior film
Agnes Moorehead ottiene una nomination come migliore attrice non protagonista.
Candidatura migliore fotografia per un film in bianco e nero a Stanley Cortez
Candidatura migliore scenografia per un film in bianco e nero

Clip

https://www.filmtv.it/film/10759/l-orgoglio-degli-amberson/#

Altre Recensioni

https://cinemaniaci.altervista.org/category/film/recensioni/

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